A guardarla oggi, con le spiagge e le piste ciclabili, è difficile immaginare la penisola di Cavallino-Treporti come una linea di difesa. Eppure per oltre un secolo questa striscia di terra tra mare e laguna è stata uno dei punti più sorvegliati dell'Adriatico, perché proteggeva l'accesso a Venezia. Ne restano forti, batterie, polveriere e torri di avvistamento, così numerosi che la penisola viene spesso descritta come un museo all'aperto.
Il Forte Treporti, l'eredità austriaca
La costruzione più antica è il Forte Treporti, detto anche Forte Vecchio. Fu costruito dagli austriaci a metà Ottocento, sul lato lagunare della penisola, a circa 3 km a nord di Punta Sabbioni, per controllare l'ingresso alla laguna. È un complesso di edifici militari circondato da un muro di mattoni e da un fossato collegato alla laguna. Oggi è in parte abitato e ospita le sedi di alcune associazioni: si osserva dall'esterno, con rispetto per chi lo vive.
Le batterie dell'inizio del Novecento
All'inizio del Novecento le artiglierie erano cambiate e il vecchio forte non bastava più. Venne così avviato un piano di difesa costiera che portò alla costruzione di nuove batterie lungo il litorale. Le prime furono tre, pronte poco prima dello scoppio della Grande Guerra:
- Batteria Vettor Pisani, a Ca' Savio, armata con obici di grosso calibro. Restaurata, oggi ospita il Museo della Batteria Vettor Pisani, con sale espositive e audiovisive e un percorso che attraversa le gallerie interne. È il punto di partenza ideale per capire l'intero sistema.
- Batteria San Marco, considerata tra le meglio conservate della penisola.
- Batteria Radaelli, oggi inglobata all'interno di una struttura turistica.
La Batteria Amalfi
La più imponente è la Batteria Amalfi, costruita durante la guerra in circa diciassette mesi ed entrata in funzione poco dopo la rotta di Caporetto, quando la difesa di Venezia era diventata una priorità. Prende il nome dall'incrociatore Amalfi, affondato nell'Adriatico nei primi mesi del conflitto. Era armata con una torre girevole con due cannoni da 381 mm, ed è ricordata come una delle batterie più potenti dell'Adriatico. Ancora oggi la mole di cemento, immersa nel verde, dà l'idea della scala dell'opera.
Torri, polveriere e la Via dei Forti
Attorno alle batterie si sviluppava una rete di caserme, polveriere e torri telemetriche, usate per calcolare la distanza dei bersagli in mare. Diverse torri sono ancora visibili tra le frazioni. Per collegare questi luoghi è stato pensato un itinerario, la Via dei Forti, che li unisce lungo la penisola e si presta bene a essere percorso in bicicletta. Trovi gli spunti per organizzarlo nella guida alla penisola in bicicletta.
Organizzare la visita
Comincia dal museo della Batteria Vettor Pisani, che dà il contesto storico, poi prosegui all'esterno verso le altre batterie. Alcune strutture sono visitabili solo in occasione di aperture o visite guidate, altre si trovano in aree private o all'interno di strutture turistiche e si possono osservare solo da fuori. Non entrare in edifici chiusi o pericolanti.
Per un giro completo serve almeno mezza giornata. In bicicletta le distanze tra una batteria e l'altra sono brevi e si può alternare la visita con una sosta in spiaggia o una deviazione verso la laguna. Porta acqua, scarpe comode e, se ti interessa la storia militare, qualche lettura di approfondimento: il museo della Batteria Vettor Pisani è un buon punto per orientarti anche sui materiali disponibili.
Dall'Appartamento a Cavallino raggiungi facilmente le batterie della parte est; da Sky Sun & Sea, nella zona di Ca' Vio, sei vicino a Ca' Savio e al Forte Treporti. Le giornate di mezza stagione sono le migliori per questo tipo di giro: leggi anche la penisola in autunno e inverno e la panoramica su cosa vedere a Cavallino-Treporti.
Un weekend tra storia e laguna
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