Tra le feste veneziane, il Redentore è quella che i veneziani sentono di più. Si celebra ogni anno la terza domenica di luglio, ma il momento più atteso è la sera del sabato che la precede, quando il bacino di San Marco si riempie di barche e il cielo si accende di fuochi d'artificio. È una festa religiosa, popolare e di famiglia allo stesso tempo, e viverla almeno una volta è un ricordo che resta.
Le origini: un voto contro la peste
La festa nasce alla fine del Cinquecento, quando Venezia fu colpita da una terribile epidemia di peste. Il doge e il Senato fecero voto di costruire una chiesa dedicata al Redentore se la città fosse stata liberata dal contagio. Così nacque la chiesa del Santissimo Redentore sull'isola della Giudecca, progettata da Andrea Palladio, la cui facciata bianca si vede ancora oggi dal bacino e dalle Zattere.
Da allora, ogni anno, Venezia rinnova quel voto con un pellegrinaggio alla chiesa. Per permettere di raggiungerla a piedi viene costruito un ponte votivo su barche e galleggianti che attraversa il canale della Giudecca dalle Zattere. È un ponte provvisorio che esiste solo per pochi giorni e che ricorda quello di barche allestito per il primo Redentore.
Il sabato sera: la "notte famosissima"
Il sabato è la serata dei fuochi. Già dal pomeriggio le barche si radunano nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, addobbate con lanterne e frasche, e a bordo si cena con piatti tradizionali. Lungo le rive, le famiglie veneziane apparecchiano tavolate all'aperto. Verso mezzanotte inizia lo spettacolo pirotecnico, lanciato dall'acqua nel bacino di San Marco, che dura parecchi minuti e si riflette sulla laguna.
Chi non ha una barca può seguire i fuochi dalle rive. Negli ultimi anni l'accesso ad alcune zone più richieste, come la riva di San Marco, è stato regolato con prenotazione obbligatoria: informati per tempo sulle modalità in vigore.
La domenica: messa e regate
La domenica è il giorno della festa religiosa. Si attraversa il ponte votivo per raggiungere la chiesa del Redentore, dove il Patriarca celebra la messa solenne. Nel pomeriggio, nel canale della Giudecca, si svolgono le regate tradizionali con le barche a remi veneziane. L'atmosfera è più tranquilla rispetto al sabato e permette di vedere la città in festa con meno ressa.
Come arrivarci dalla penisola
Dalla penisola di Cavallino-Treporti il modo più semplice per raggiungere Venezia è il vaporetto da Punta Sabbioni, che in circa 40 minuti porta nella zona di San Marco. La sera del Redentore, però, la situazione è diversa dal solito:
- Affollamento: i mezzi pubblici sono molto pieni, sia all'andata sia soprattutto al ritorno dopo i fuochi.
- Servizi speciali: in occasione della festa ACTV organizza di solito orari e corse modificati. Verifica prima di partire come rientrare a Punta Sabbioni.
- Divieti e chiusure: durante i fuochi la navigazione e l'accesso ad alcune zone sono regolati; anche il ponte votivo resta chiuso per un certo periodo.
- Con bambini: considera di vedere i fuochi da una zona meno centrale o di vivere la domenica, più rilassata.
Per l'organizzazione generale della giornata trovi tutto in Venezia in giornata da Punta Sabbioni e nella guida ai vaporetti.
Il Redentore e le altre feste sull'acqua
Se ami le tradizioni veneziane legate all'acqua, a settembre c'è la Regata Storica sul Canal Grande, con il corteo di imbarcazioni d'epoca. E in estate, sulla penisola, si tiene un altro grande spettacolo di fuochi sul mare: Beach on Fire.
Dormire a Sky Sun & Sea, a pochi minuti da Punta Sabbioni, ti permette di goderti la festa senza preoccuparti dell'auto e di tornare la sera in un posto tranquillo vicino al mare.
Il Redentore dalla penisola
Sky Sun & Sea è a pochi minuti dai vaporetti di Punta Sabbioni.